Acquafondata - Per saperne di più

Adagiata in una verde vallata alle pendici dei Monti della Meta a 926 metri sopra il livello del mare, Acquafondata deve il suo nome al fatto di essere stata edificata nel fondo occupato un tempo dal lago Vitecusum. Scomparso il lago dopo il 1824, si sono resi visibili sul territorio fenomeni carsici: l’acqua non trattenuta dal terreno scompare rapidamente  a causa del continuo dilavamento, e le cime dei monti e dei colli ne appaiono brulle. Le uniche zone ricche di verde sono le conche, ove si pratica ancora una residuale agricoltura di pura sussistenza. Il comune comprende due centri abitati: Acquafondata e Casalcassinese. Il nome del paese deriva dal toponimo Aqua fundata: significherebbe “acqua che precipita verso il basso”.

Il paesino e' visitato da numerosi turisti attratti dalle molteplici bellezze naturali: l'aria pura di montagna, i boschi odorosi di muschio, le eleganti planate dei falchi nel cielo, ma soprattutto lo splendido vivaio forestale.   Di grande interesse sono le chiese di Santa Margherita e quella della Madonna del Carmelo. La prima legata alla figura di Frà Domenico de Filippis, illustre frate francescano del quale e' in corso il processo di beatificazione; la seconda deve il suo nome ad una leggenda popolare che narra di una donna alla quale apparve mentre era occupata nei lavori fra i campi, la Vergine del Carmelo.


Acquafondata e' rinomata per le pregevoli attività' artigianali tra le quali primeggia quella delle zampogne. A questo strumento dell'antica tradizione popolare e' dedicato ogni anno il festival internazionale della zampogna che richiama, soprattutto nei mesi estivi, musicisti ed appassionati da ogni parte del Paese. 


Il paese fu fondato nell'alto medioevo e, come riporta una pergamena del 1032, apparteneva ai conti di Venafro, i quali lo fortificarono insieme ai villaggi di Casalcassinese e Viticuso e solo successivamente lo donarono ai monaci dell'Abbazia di Montecassino, dopo l’anno Mille, infatti, era già in atto la forte rinascita del cenobio cassinese che rivendicava il possesso della zona. Montecassino incrementò il popolamento dell’area per mezzo di coloni provenienti dalla Marsica, dall’Abruzzo e dal Molise, e si giunse così alla costituzione dei comuni rurali. Tutto il territorio di Acquafondata era demanio dell’abbazia cassinese e i terreni venivano concessi con un contratto livellare per ventinove anni in cambio di un canone, di donativi e servizi.

Con il passare dei secoli il borgo progredì lentamente: nel Settecento il paese contava poco più di 400 abitanti compresa Casalcassinese. La situazione della zona venne poi complicandosi quando la rivoluzione francese e il periodo napoleonico aggiunsero violenza e miseria. Né si ebbero condizioni di vita migliori con la restaurazione borbonica prima e con l’unità d’Italia poi. Il territorio era infestato dai briganti e le connivenze erano talmente complesse che la stessa guardia nazionale di Acquafondata fu accusata di collaborazione con i briganti e venne sciolta.

Nel 1806 passò a far parte della Terra di Lavoro per volere di Murat. A quell'epoca era un tutt'uno con Viticuso e Casalcassinese: i tre paesi furono unificati amministrativamente nel 1811 e nel 1863. Nel 1902 cessò l'unificazione amministrativa con Viticuso e Casalcassinese: il primo riottenne l'autonomia comunale mentre il secondo rimase unito ad Acquafondata e nel 1927 entrarono a far parte della provincia di Frosinone.

Le tristi vicende belliche della seconda guerra mondiale non hanno risparmiato il paese, a causa della sua collocazione proprio sulla linea del fronte (linea Gustav).

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